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Recensioni di libri

30 Novembre 2018, 1pm

Correre è vita, la vita è correre

Di Peter McLean

Murakami-it

«La gioia di correre come meditazione, conoscenza dell’arte di resistere e superare il dolore e come metafora della vita»

Il quotidiano britannico The Guardian pubblicava un eccellente settimanale chiamato «The Editor», nel quale si riassumevano le notizie della settimana dal Regno Unito e da tutto il mondo. Quelle notizie che non si ha mai il tempo di leggere. Pubblicava degli articoli prendendo spunto da brevi notizie interessanti e di dimensioni agili. Offriva una recensione di 1.000 parole, oppure una di un singolo paragrafo, di una singola riga e infine di una sola parola.

Il grande scrittore irlandese Oscar Wilde era solito dire: «Un libro è come un buon vino. Non è necessario bere l’intera botte per conoscerne la qualità».

Ha anche detto, quando gli è stato chiesto di un articolo che scrisse, «non avresti potuto renderlo più breve?». Lui rispose: «Non ho avuto abbastanza tempo!»

L’abilità e la bellezza di un pezzo conciso – la sintesi – è un’arte. Quando si cerca di recensire un libro, credo, sia meglio dare un assaggio del suo sapore. Non troppo e non troppo poco. Abbastanza per dare un assaggio del suo sapore, per stimolare l’appetito e il desiderio di bere un po’ di più.

Spero che questa recensione sia adatta ai gusti raffinati del lettore e consenta di dare una piccola prova del genio di Haruki Murakami.

Se si ritiene che avrei potuto essere stato più breve e più conciso, è vero, ma non ho avuto abbastanza tempo!

Peter McLean
www.prexcellence.com

Se hai fretta:

Ecco una recensione in un paragrafo:

Vita, filosofia, intuizione per una mente brillante. Eventi, che permettono di vivere la vita in tutta la sua bellezza. La gioia di correre come meditazione e conoscenza dell’arte di resistere e superare il dolore come metafora della vita.

Oppure una recensione in una riga:

Una panoramica di alcune delle domande più importanti della vita attraverso la bellezza della corsa.

Oppure una recensione in una parola:

Vita.

Oppure una recensione in meno di 900 parole:

Haruki Murakami è uno dei, se non il più grande scrittore nella storia del Giappone. Possedeva un jazz bar, poi divenne uno scrittore, un filosofo e un podista. I suoi libri offrono intuizioni sulle aree emotive della mente umana. Fanno riflettere su te stessi, sugli altri, sui sentimenti, sul mondo e sul motivo per cui siamo qui.

Nell’eccellente libro di Murakami L’arte di correre, si guarda alla vita e al suo significato. L’autore illustra i suoi pensieri attraverso l’arte di parole ben composte, che toccano le emozioni e hanno un particolare significato. I suoi pensieri risuonano in milioni di persone, se non in tutti noi, mentre formulano domande profonde e toccano le emozioni più intime, le espressioni e la vulnerabilità umane. Lo fa attraverso uno speciale caleidoscopio umano di colori che sono i suoi pensieri e attraverso uno spazio speciale o «vuoto» come lo chiama, creato per i pensieri che nascono mentre corre.

La corsa è una forma di terapia profonda per Murakami. Parla del cambio delle stagioni e dell’essere in gruppo in una maratona: «Sono consapevole di me stesso come una piccola tesserina nel gigantesco mosaico della natura. Sono solo un fenomeno naturale sostituibile come l’acqua nel fiume che scorre sotto il ponte e nel mare.»

Spesso riflette sulla vita e sul suo scopo, se ne ha uno: «Non penso che dovremmo giudicare il valore delle nostre vite per quanto esse sono efficienti».

Murakami guarda alla maratona come a una metafora e a una lezione di vita, quando dice che «Il dolore non si può evitare, ma la sofferenza è opzionale. La fatica è una realtà inevitabile, mentre la possibilità di farcela o meno è a esclusiva discrezione di ogni individuo. Credo che queste parole riassumano alla perfezione la natura di quell’ evento sportivo che si chiama maratona.» E della vita.

La solitudine insieme alla bellezza e alla serenità di una mente calma e aperta, che dà spazio al pensiero colorato e creativo, è una cosa meravigliosa. Sebbene il grande psicologo Erich Fromm abbia scritto nel suo libro-capolavoro «Fuga dalla libertà» che la maggior parte delle persone non vuole essere sola con i suoi pensieri più profondi, e che la realtà, la paura e l’enormità delle domande della vita senza risposta possono essere un ambito molto spaventoso e che la maggior parte di noi riempie la propria vita di tante attività, per evitarle.

Penso che i maratoneti possano essere diversi: essi trovano pace nella solitudine della strada e del vento. In quello spazio sono liberi. Non avere nulla di urgente da fare in quel momento e avere tutto il resto del giorno per farlo, è importante.

Murakami spiega: «Sono il tipo di persona a cui piace stare da solo. A dire il vero, sono il tipo di persona che non trova faticoso stare solo».

«Corro nel vuoto o viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto». Insomma, i pensieri che si avvicendano nella mia mente mentre corro somigliano alle nuvole, nuvole di tutte le dimensioni. Arrivano, e se ne vanno, mentre il cielo rimane lo stesso di sempre. Le nuvole sono semplici ospiti nel cielo. Svaniscono, lasciandosi dietro il cielo. Il cielo esiste e non esiste. Ha sostanza e allo stesso tempo non ne ha. E noi accettiamo semplicemente la vasta esperienza e beviamo tutto.

Murakami dice: «Non mi importa il tempo che corro. Competere contro il tempo non è importante … molto più significativo è quanto riesco a divertirmi, sia che riesca a finire le 26 miglia [42 Km n.d.r.] con una sensazione di soddisfazione … godendo di cose che non possono essere espresse in numeri».

«La corsa di lunga distanza si adatta alla mia personalità e a tutte le abitudini che ho acquisito nel corso della mia vita, devo dire, tuttavia, che questo è stato il più utile e significativo. Correre senza sosta negli ultimi due decenni mi ha reso più forte sia fisicamente sia mentalmente».

Quindi, questo libro parla della vita e la corsa è uno dei modi in cui molti di noi scelgono di spenderla.

Murakami descrive splendidamente la corsa a Boston, la corsa ad Atene, l’autentico percorso della maratona con tutti i suoi oltre 2500 anni di storia. Quanto è speciale New York e la sua maratona. La bellezza della corsa in Giappone e molto altro.

La gioia di correre per viaggiare e viaggiare per correre.

La bellezza della solitudine, ma anche della comunità di cui, immagino tutti, abbiamo bisogno in momenti diversi della propria vita. La gioia di tutte le esperienze che portano all’incontro delle persone durante il viaggio per correre una gara.

La vita è una maratona. Imposta il tuo ritmo. Come disse una volta il grande scrittore Henry David Thoreau: «Perché dovremmo essere così disperati e inseguire diverse imprese? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso; lasciatelo marciare al suono della musica che sente, non importa né quanto lontana essa sia, né quale ne sia la cadenza.»

  • L’arte di correre di Haruki Murakami pubblicato da Random House

Article translated by Alessandra Ramella Pairin

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Note sull’autore
Peter McLean è responsabile delle pubbliche relazioni per l’AIMS e amministratore delegato di PMPR Excellence, un’azienda di comunicazione specializzata in media, competizioni nonché sport professionistico.

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